La visita degli alunni della scuola primaria di Vezzano

L’ACQUA CHE SCAVA, L’ACQUA CHE LAVORA

Giovedì 28 novembre, giornata con un cielo terso, ma freddissima, con il pullman siamo partiti da Vezzano verso i Due Laghi, dove abbiamo incontrato il signor Gianni Nicolini che ci ha accompagnato lungo il sentiero che segue la Roggia che porta fino a Calavino.Il signor Nicolini ci ha spiegato che nel tempo l’acqua ha modificato l’ambiente scavando le valli, che possono avere forma a V o ad U, le forre e le gole.Noi percorrendo il sentiero avremmo percorso proprio una gola, la cui caratteristica è quella di essere molto stretta e profonda.Lungo il sentiero abbiamo visto alcune cascate che sembravano ricoperte di muschio, ma il signor Gianni ci ha spiegato che non era muschio, ma tufo che si forma con il calcare dell’acqua e le erbe ed i vegetali che vi rimangono incastrati.Più avanti abbiamo potuto vedere una “marmitta dei giganti”, un grosso buco scavato dai sassi “trapanatori” spinti dal vortice della corrente.Lungo il sentiero ci ha parlato di alcune piante:

–       il leccio, una pianta mediterranea che riesce a vivere in Trentino grazie al clima particolare della zona,

–       l’edera “assasina”, che viene chiamato così perché ricercando la luce si arrampica sulle piante che poi finisce con il soffocare.

Arrivati a Calavino abbiamo trovato le care mamme che nelle nostre uscite ci seguono con il the caldo.Verso le 10.30, nella parte vecchia del paese i volontari della Proloco ci stavano aspettando per mostrarci alcune ricostruzioni di macchine del passato che funzionano con l’acqua; il pestino dell’orzo, il maglio ed il mulino ad acqua.Il pestino dell’orzo: grazie ad una serie di meccanismi mossi dalla forza dell’acqua alcuni pestelli di legno si muovono in maniera alternata per cadere sull’orzo in modo da rompere la buccia e prepararlo per l’uso domestico.Il maglio: un grande martello, anch’esso mosso grazie alla forza dell’acqua, batte su una grossa incudine modellando il ferro rovente che viene lavorato dal fabbro nella fucina.Ci hanno poi mostrato alcuni tipi di macine che l’uomo ha costruito nel tempo: la macina a sella, la macina a tramoggia, la macina rotatoria manuale, fino ad arrivare al mulino ad acqua che ha permesso di macinare grandi quantità di cereali con grande risparmio di tempo e fatica.Infine abbiamo visitato il moderno Mulino Pisoni, dove ormai l’acqua non è più impiegata come forza motrice.È stata un’esperienza interessante e costruttiva, grazie alla disponibilità di tutte queste persone a rispondere alle nostre domande e curiosità e per questo li ringraziamo molto.

Gli alunni della classe terza della scuola primaria di Vezzano

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